Campi e Cascia: Aiutiamoli a resistere

In questi giorni di avvenimenti ce ne sono stati tanti. Elezione di Trump, le menate del Referendum, la cronaca sportiva e altre cose che hanno distratto l’attenzione di molta gente.

Molta gente, non tutta. Una parte d’Italia, non una piccola parte, continua a combattere tra case e paesi distrutti, resistendo vicino i loro averi per proteggerli e continuare a sperare in un futuro. Resiste tra strade dissestate che il genio civile tenta di rammendare e il freddo che arriva sempre più insistente. Resiste tra file per mangiare e difficoltà per dormire nello stesso posto in cui qualche ora prima si era mangiato, insieme ad altri disgraziati, non familiari, che condividono la stessa sorte.

Resiste con l’amarezza di vedere il mondo che si dimentica e le scosse continue, resiste osservando i pochi, pochissimi tecnici dedicati alla verifica della stabilità degli edifici rispetto all’immensità delle ricostruzioni da effettuare, tra le lungaggini burocratiche che fermano i soldi per la ricostruzione e le inefficienze di un paese che monitora, vigila, osserva, misura ma fa un’enorme fatica a rimboccarsi le maniche e ricostruire.

Sabato siamo stati a Campi, dove siamo entrati in contatto con la ProLoco e il suo presidente. Fanno autogestione, il paese è molto lesionato ma si sono organizzati veramente bene. Un bell’esempio di capacità di organizzarsi, siamo arrivati verso le 13 e il palazzetto era caldo e attrezzato con diverse poltroncine, brulicava di vita e avevano apparecchiato per un centinaio di persone.

Lì abbiamo offerto 6 delle 12 stufette offerte da Federica e Paolo, due ragazzi che tramite FratelliGranata si sono dati molto da fare, che recapiteremo la prossima settimana. Altre 6 stufette saranno portate a Cascia. Un piccolo contributo, insieme al resto di quanto era stato acquistato in beni di prima necessità e cibo la scorsa settimana. Una piccola mano insieme alla nostra presenza, per far capire che non ci siamo dimenticati di loro, gente che probabilmente avrebbe avuto bisogno di una mano anche senza il terremoto e che adesso non ha nemmeno quel poco che consentiva di sopravvivere. Nonostante tutto, abbiamo ricevuto un’accoglienza commovente, con ognuno che offriva quel poco che aveva, gente con un cuore immenso.

Non dimentichiamoci di loro.

Campi E Cascia, 19/11/2016

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